M4, la carica delle mille aziende con Webuild
per una Milano sostenibile

Una filiera di eccellenze per cambiare la mobilità di Milano

1.200 aziende al servizio di un’opera
destinata a cambiare la mobilità di Milano

Le imprese del Nord Italia al lavoro per la nuova linea, di cui 365 con sede in Lombardia

939

Le aziende della nuova metro driverless di Milano provenienti dal Centro Italia

149

I fornitori con sede nel Sud Italia impegnati in un’opera strategica per Milano

93

La aziende al lavoro per avvicinare Milano all’Europa 

Quasi 1.200 aziende tra fornitori e subfornitori (1.196). La quasi totalità (il 99%) rappresentata da aziende italiane. Un vero e proprio esercito di eccellenze messo al servizio di un’opera destinata a cambiare la mobilità di Milano.

La filiera di fornitura che accompagna Webuild nella costruzione della linea Blu, la M4 del capoluogo milanese, è costituita per la quasi totalità da aziende del Nord (939), seguite dalle 149 imprese provenienti dal Centro e 93 dal Sud. Una grande opera dove, a fare la parte del leone, è la Regione Lombardia con ben 635 imprese attive nei cantieri milanesi (il 53% del totale), seguita dall’Emilia Romagna e dal Lazio.​

M4 sarà la metro di Linate, ma non solo. La nuova linea, lunga 15 chilometri con 21 stazioni, attraverserà in soli 30 minuti il centro storico della città collegando il quadrante Est (aeroporto di Linate) con il quadrante Ovest, fino alla stazione di San Cristoforo. Una volta operativa, la nuova metro sarà in grado di trasportare 86 milioni di persone in un anno, grazie anche alla frequenza dei treni che nelle ore di punta passeranno ogni 90 secondi.

Sono questi i numeri dell’opera che il consorzio guidato da Webuild sta realizzando, grazie anche al contributo delle 1.196 imprese della filiera produttiva, quasi interamente eccellenze italiane che stanno partecipando alla costruzione di una metro concepita per favorire la partecipazione costante della cittadinanza. In questo solco rientrano alcune decisioni prese per ridurre al massimo l’impatto del cantiere sui cittadini, come lo smaltimento della terra di scavo delle gallerie mediante nastri trasportatori sotterranei invece di ricorrere all’utilizzo dei camion nel centro della città; o la collaborazione con la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, attivata per valorizzare i reperti ritrovati in fase di scavo, già messi in mostra al Museo Archeologico di Milano, per alcuni dei quali è prevista addirittura la ricollocazione all’interno della stazione De Amicis.

Sono questi i caratteri distintivi di quella che, non a caso, è stata chiamata “la metro dei cittadini”, un’opera che intende dare valore alla cittadinanza non solo dal momento della sua inaugurazione, ma anche in fase di costruzione.